Mio figlio adolescente non mi parla più: cosa posso fare?
3 Settembre 2026 · 1 min di lettura
“Prima mi raccontava tutto”
È una frase frequente tra i genitori di adolescenti.
La crescita porta naturalmente verso una maggiore autonomia e una parte della vita del ragazzo inizia a essere condivisa soprattutto con amici e coetanei.
Questo può essere vissuto dal genitore come una perdita.
La distanza non significa necessariamente rifiuto
L’adolescente sta cercando di costruire una propria identità.
Avere spazi più privati può far parte di questo processo.
Ciò non significa che la presenza del genitore non sia più importante.
Anzi, sapere che una figura adulta rimane disponibile senza invadere può rappresentare un importante punto di riferimento.
Come mantenere aperto il dialogo
Evita di trasformare ogni momento insieme in un interrogatorio.
Cerca occasioni spontanee di condivisione.
Ascolta prima di offrire immediatamente una soluzione.
Rispetta la possibilità che non voglia parlare proprio nel momento scelto da te.
E soprattutto cerca di distinguere la curiosità dalla necessità reale di intervenire.
Quando la chiusura diventa preoccupante
Se il ritiro riguarda non soltanto la famiglia ma anche amici, scuola e attività precedentemente apprezzate, potrebbe essere utile osservare la situazione con maggiore attenzione.
Un sostegno psicologico può essere rivolto direttamente all’adolescente oppure iniziare da un confronto con i genitori per comprendere meglio ciò che sta accadendo.
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I contenuti hanno finalità informative e divulgative e non sostituiscono una valutazione psicologica o sanitaria individuale.
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